Caro energia: nuovi aiuti Simest per le imprese esportatrici

Caro energia: nuovi aiuti Simest per le imprese esportatrici

Da Simest aiuti alle imprese per gestire il caro energia

Simest apre agli aiuti in «de minimis» sulla misura «Energia per la competitività internazionale». Per poter partecipare, l’impresa deve, da un lato, aver risentito dell’attuale scenario di crisi internazionale e, dall’altro, programmare investimenti per rafforzare la propria competitività.

L’incentivo, che prevede una quota a fondo perduto del 20% anche per le grandi imprese, incrementata del 10% per le Pmi, è calcolato sull’importo del progetto di investimento e non sul valore del danno subito. La domanda può essere presentata da un’impresa italiana che abbia almeno due esercizi completi alle spalle, che sia esportatrice o collegata a filiere esportatrici e che riesca a dimostrare, con asseverazione di un revisore, di aver subito un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato riconducibile alla crisi nell’area del Golfo Persico.

La misura è rivolta alle imprese che fanno domanda, salvo esaurimento fondi, entro il 31 dicembre 2026 e che risultano colpite, direttamente o indirettamente, dagli effetti del conflitto nell’area del Golfo Persico, ma che, nel contempo, sono esportatrici o collegate a filiere esportatrici.

Beneficiari e requisiti

Possono accedere alla misura le Pmi, comprese le microimprese, e anche le altre imprese. L’impresa, per ottenere l’incentivo, deve trovarsi in almeno una delle due situazioni previste:

  • incremento dei costi medi unitari energetici di almeno il 10% tra il primo quadrimestre 2026 e lo stesso periodo del 2025
  • una riduzione del fatturato, riferito alla voce A1 del conto economico, sempre pari almeno al 10%.

Ulteriori requisiti sono legati al corretto adempimento del deposito preso il Registro delle Imprese dei bilanci relativi a due esercizi completi precedenti (già approvati) e all’internazionalizzazione dell’impresa, che deve presentare un fatturato export per almeno il 10% dell’ultimo bilancio (valore che scende al 3% se l’impresa è energivora o sta facendo un percorso di efficientamento).

Invio delle domande

Le istanze possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026, salvo chiusura anticipata. Le Pmi possono chiedere un contributo a fondo perduto aggiuntivo del 10% (arrivando al 30% totale), da abbinare al finanziamento agevolato: il fondo perduto può raggiungere al massimo 200mila euro.

I tempi previsti per realizzare il progetto sono di 24 mesi, che deve essere finalizzato ad investimenti in transizione digitale e/o ecologica che possono andare da minimo 10% fino al 100% della spesa.