Le nuove modalità di utilizzo del CIVIS
L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le modalità di utilizzo del servizio telematico CIVIS tramite il quale è possibile richiedere assistenza sulle comunicazioni ed atti ricevuti dai contribuenti.
L’intento è quello di far divenire il CIVIS un vero e proprio “canale unico” per l’assistenza su comunicazioni e avvisi telematici, indipendentemente dal canale con cui l’atto è stato ricevuto (avviso telematico, PEC, lettera o raccomandata A/R).
Come già accadeva fino a questo momento, per avviare la richiesta di assistenza deve essere inserito il codice fiscale del contribuente e selezionata la tipologia di atto, indicando il numero identificativo della comunicazione, della cartella o del ruolo. Inoltre, devono essere indicati gli elementi rilevanti per la correzione dell’esito (o degli esiti) di irregolarità e le motivazioni della richiesta. Sono richiesti anche i dati di contatto (indirizzo e-mail, nominativo di riferimento) utilizzati dall’Agenzia per eventuali successive comunicazioni.
A partire da maggio 2026, è prevista la possibilità di presentare una seconda richiesta di assistenza. Tale possibilità è utilizzabile se il contribuente non è soddisfatto dell’esito della prima lavorazione o se intende inviare ulteriori informazioni o chiarimenti non comunicati nella richiesta iniziale. L’obiettivo è quello di consentire un dialogo più completo con l’Ufficio e una seconda valutazione della posizione, nei casi di esito negativo, anche parziale, della prima istanza.
Con la seconda richiesta di assistenza è possibile allegare documenti a supporto dell’istanza in formato elettronico fino a 10 documenti con una dimensione massima di 20 MB per ciascun file.
Se si tratta di comunicazioni di irregolarità/avvisi telematici e relative cartelle di pagamento non è necessario allegare documenti già in possesso dell’Agenzia (es. mod. F24 o dichiarazioni fiscali già inviate).
